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Blog | Charles Boyer

Un insieme di articoli dedicati ad approfondimenti legati a temi ricorrenti presenti in vari film, a riflessioni e confronti tra la filmografia di Charles Boyer e di altri illustri colleghi e... Molto altro!


28 agosto 2017

Sì, è vero.
39 anni e 2 giorni fa moriva Charles Boyer.
Per “scelta obbligata”, se così si può dire.
Moriva perché la sua vita, a 78 anni, senza più il figlio Michael da 13 e la moglie Pat da 2 giorni, non aveva più alcun senso per lui.
Non ha atteso che fosse la morte ad andargli incontro, ma è stato lui stesso a darle appuntamento.
Sì, è vero, non ho fatto nulla per ricordare questa ricorrenza. Volutamente.
Non è stata assolutamente una dimenticanza. Ho semplicemente voluto attendere altri 2 giorni per celebrare quella che, a mio parere, è la vera ricorrenza da considerare.
Il 28 agosto 1899 sarebbe nato questo talentuoso attore che dal 1920 sino a poco prima della sua morte avrebbe ammaliato milioni di spettatori in tutto il Mondo con le sue performance sempre composte, intense, intelligenti ed emozionanti.
Il campo che veramente amava più di tutti, molto probabilmente, era il teatro, il cui palco viene cavalcato solitamente da chi venera la vera recitazione, pura ed indiscutibile.
Ma ringrazio chiunque io debba ringraziare per averlo fatto approdare al cinema, francese ed hollywoodiano, e per aver dunque permesso ai suoi contemporanei ed ai posteri (that’s me!) di godere di una personalità così interessante e così misurata nelle proprie scelte artistiche.
In un’epoca in cui il cinema statunitense era fatto di grandi star legate a grandi major cinematografiche, Charles Boyer ha saputo oculatamente gestirsi quasi come un libero professionista, riuscendo così a prendere parte a pellicole per le quali nutriva un vero interesse senza che alla base vi fosse primariamente un vincolo contrattuale.
Certo, la perfezione non esiste, dunque film trascurabili sono presenti anche all’interno della sua filmografia, come in quella di chiunque altro. Ma ogni sua interpretazioni vale, a mio modesto parere, almeno una visione.
Le decadi che personalmente preferisco sono gli anni ’30 e ’40. Un ventennio che ci mostra la crescita e la maturazione di un attore straordinario, come di una persona veramente “comune”, riservata e completamente fuori dai canoni di quel cinema fatto generalmente di sfarzosità, grandi clamori e scandali e di veri e propri divi.
Charles Boyer ha conosciuto e sposato nel giro di pochissimo tempo una (potenziale) collega, Pat Paterson, per un solo ed unico motivo: Amore, con la A maiuscola.
Altrimenti non sarebbe durato oltre 40 anni e non avrebbe avuto un simile epilogo, sentimentalmente forte e tragico.
Charles Boyer è stato una mosca bianca all’interno di un’industria bella e spietata com’era la Hollywood di allora.
Personalmente, mi ha colpito per compostezza, eleganza, raffinatezza, carisma e dolcezza in Fra le Tue Braccia (1946, Cluny Brown).
Mi ha ammaliato per fascino, romanticismo, bedroom eyes e pink champagne in Un Grande Amore (1939, Love Affair).
Mi ha conquistato per crudeltà, spietatezza, basette e lucida follia in Angoscia (1944, Gaslight).
Mi ha folgorato per sensualità, sex appeal, testardaggine e fragilità celata in Un’Americana nella Casbah (1938, Algiers).
Mi ha…

Happy birthday, Mr. Boyer!
(118 anni e non sentirli)

© Copyright – 2017 | Charles Boyer, l'attore gentiluomo - Sito web italiano | Tiziana Taffarel
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