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Biografia | Charles Boyer

Più che una biografia, questo spazio viene utilizzato per descrivere il mio personale percorso di conoscenza dell'attore. Un percorso unico per me, come per ogni appassionato di cinema. Un percorso che gradirei condividere con voi.


cluny brown fra le tue braccia Sicuramente era il 2014.
Fine 2014.
Fine ottobre 2014.
30 ottobre 2014.
Fu proprio in quel periodo che, nel corso di una delle tante serate passate in camera durante la mia permanenza a Klagenfurt per studio universitario, decisi di vedere Fra le Tue Braccia (1946, Cluny Brown), un film che avevo acquistato in DVD svariato tempo prima semplicemente perché facente parte della preziosa collana “Il Piacere del Cinema”, curata da Vieri Razzini.
Stranamente, come invece avevo solitamente quasi sempre fatto fino a quel momento, si trattava di una pellicola della quale non avevo scelto di appropriarmi per la presenza di un attore od un’attrice oppure perché girata da un regista in particolare (seppure si parli di Lubitsch, non esattamente pizza e fichi!).
Questo fu anche il motivo per cui latitai parecchio prima di concedergli una visione.
La stessa cosa era avvenuta anche per Casablanca (1942, Casablanca) sei anni prima.
E per L’Amante (1969, Les Choses de la Vie) due anni prima.
Giusto per citare due esempi; due occasioni in cui protagonisti del cinema della mia vita sarebbero diventati anche Humphrey Bogart e Michel Piccoli. Robert Mitchum è stato il primo protagonista assoluto, ma non si possono scordare anche Cary Grant, Tony Curtis, Alfred Hitchcock e Billy Wilder.
L’ultimo, fino ad ora, in ordine soltanto di tempo e non d’importanza, è Charles Boyer.
Manna dal cielo fu proprio quel film, che personalmente amo definire “commedia sofisticata fuori tempo” perché appartenente già alla seconda metà degli anni ’40, ma che per tematiche, stile, ambientazione, sceneggiatura tanto mi ricorda quel genere così caro a Lubitsch. Si tratta dell’ultima pellicola interamente girata e completata dal regista, prematuramente scomparso nel 1947 all’età di 55 anni.
Si tratta della prima pellicola in cui ho avuto modo di scoprire ed iniziare a conoscere un attore straordinario. Non saprei descrivere esattamente cosa mi abbia colpito di lui. Certamente, un insieme di caratteristiche ben evidenti nel personaggio del professor Adam Belinski da lui interpretato: pacatezza, eleganza, fascino, intelligenza, delicatezza, dolcezza, maturità, carisma, ironia.
La sceneggiatura molto ricca, intrigante e brillante, ben si presta a metterle tutte in evidenza.
Dalla prima all’ultima. Senza esclusione di colpi.
Fu con questo film che mi accorsi anche di una particolarità davvero unica di questo attore: una splendida voce bassa con un affascinante accento francese nel suo parlare inglese; un inglese quasi da madrelingua, nonostante l’averlo appreso in “tarda” età. Qualche visione dopo, con Mayerling (1936), mi sarei accorta che la bellezza della sua voce rimaneva immutata anche nel suo idioma originale.
All’interessante lotta tra classi di Fra le Tue Braccia, esattamente 24 ore dopo, seguì Un Grande Amore (1939, Love Affair), film del quale avevo già visto qualche anno prima il bel rifacimento del 1957 dello stesso Leo McCarey con l’ottima coppia Cary Grant – Deborah Kerr.
Charles Boyer e Irene Dunne sono però magia pura.
E lo saranno in altre due opere successive, Vigilia d’Amore (1939, When Tomorrow Comes) e Ancora Insieme (1944, Together Again). Sia con Un Grande Amore che con Vigilia d’Amore ci troviamo di fronte a due film che presentano una sensazionale ed imprevedibile commistione di generi: entrambi partono come due divertenti commedie sentimentali ed entrambi svoltano in delicati e commoventi drammi d’amore.
Ed è un po' quello che era già avvenuto anche con L'Uomo che Amo (1937, History is Made at Night) con una deliziosa Jean Arthur nei panni dell’innamorata, assolutamente ricambiata, del giovane capocameriere interpretato da Charles.
Ma il terzo film che scelsi di vedere non fu altrettanto una rivelazione. Almeno, alla prima visione. break of hearts quando si amaQuando si Ama (1935, Break of Hearts) mi era parsa un’opera minore assolutamente non degna di nota, che si reggeva in piedi esclusivamente sulla bravura dei due protagonisti.
Due anni dopo, la seconda visione concessagli mi ha fatto completamente ricredere. Da capo a coda.
Esattamente come se stessi vedendo un “nuovo” Quando si Ama. Ma il film, naturalmente, non era cambiato. Era lo stesso film di due, come di ottant’anni prima.
Probabilmente ero io ad essere cambiata, maturata cinematograficamente parlando.
Tanto da non cogliere più una banalità inesistente, bensì una delicata profondità che mi ha fatto sognare ad occhi aperti per 78 minuti filati.
Esattamente così è iniziato il mio personale percorso di conoscenza di questo sensazionale attore. Il desiderio di approfondire è esploso a gennaio di quest'anno (2017) ed è ripartito proprio dall'ultimo film citato. Da quella mezza delusione di due anni prima che nel giro di pochissimi mesi mi ha fatto recuperare l'acquisto e la visione di quasi 30 film.
Ammetto pubblicamente che il titolo di questa sezione sia alquanto ingannevole. Certo che no, questa non è neanche lontanamente la biografia di Charles Boyer. Questo è il percorso che Charles, prendendomi per mano ed accompagnandomi passo passo, ha disegnato per me aprendo un bellissimo sentiero da percorrere nel meraviglioso mondo del cinema.
Sinceramente, gliene sono grata.
Ora attendo di leggere con molto piacere e curiosità i percorsi che egli ha disegnato per voi.

In Hyde Park, some people like to feed nuts to the squirrels. But if it makes you happy to feed squirrels to the nuts, who am I to say nuts to the squirrels?

© Copyright – 2017 | Charles Boyer, l'attore gentiluomo - Sito web italiano | Tiziana Taffarel
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